Genesi, la fotografia tra uomo e natura di Sebastião Salgado

Sebastiao Salgado - GenesiLa fotografia di Sebastião Salgado è un tuffo dentro l’anima del nostro pianeta, sono immagini che con la loro forza e la loro spettacolarità ci fanno fare un tuffo indietro verso le origini della vita sulla terra, in un tempo in cui l’uomo non aveva ancora iniziato la sua inarrestabile corsa verso il progresso e viveva in stretta simbiosi con la natura e con gli altri esseri viventi.

La mostra “Genesi”, dopo aver fatto il giro del mondo è giunta finalmente a Milano e inaugura al Palazzo della Ragione il nuovo polo permanente dedicato alla fotografia. 250 fotografie divise in 5 sezioni che sono anche 5 parti diverse del nostro globo. Si parte con “Pianeta Sud” e i freddSebastiao Salgado - Genesii ghiacci dell’Antartico per poi fare un tuffo nei “Santuari”, isole fantastiche come il Madagascar e la Papua Nuova Guinea. Ci si sposta quindi verso la calda “Africa” alla scoperta del fascino di una terra tanto vecchia quanto misteriosa, e si torna quindi al freddo de “Le terre del nord”. Il viaggio si conclude in “Amazzonia e Pantanal” un habitat naturale dei più importanti del globo situato proprio a pochi passi di distanza da dove si stanno giocando i campionati mondiali di calcio, una dei simboli di questa civiltà così poco attenta alle sue origini.

Una mostra questa che, nelle intenzioni di Sebastião Salgado, vuole essere innanzitutto un invito alla riflessione sull’importanza della salvaguardia del nostro pianeta. La Terra va costudita e non sfruttata, in quanto parte della nostra stessa vita.

Sebastiao Salgado - GenesiDavanti alle fotografie di alberi, piante, pinguini, leoni, elefanti marini e di tutte le altre specie viventi, ci si accorge di quanto grande sia il mondo e della fortuna che ci è capitata a essere finiti su questa terra sotto forma di esseri umani. I numeri parlano chiaro e ci dicono che il 97,3% della biosfera è occupato dalle piante, il 2,7% da animali e insetti e solo lo 0,01% dagli esseri umani.

Allora, guardando gli occhi tristi della grande tartaruga gigante che spicca nella fotografia in mezzo alla sala, mi viene da pensare a quali e quante meraviglie ancora intatte rimangono nel nostro pianeta e a come, anche solo per ringraziamento al fatto di essere nato uomo, devo impegnarmi a rispettare un habitat che è nostro solo in minima parte.

 

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