Come sfondare un Picasso e venderlo al rialzo: la folle storia de “Il sogno”

Esperti di tutto il mondo ed analisti del settore, ogni anno cercano di interpretare le tendenze del mercato dell’arte nel tentativo di attribuire una logica o anticiparne gli andamenti.

Ma se da un lato risulta abbastanza semplice reperire i risultati delle principali case d’asta, al contrario è quasi impossibile tracciare dei report analitici sui fattori che influenzano il prezzo di un’opera.

Ovviamente, oltre al valore tecnico-economico stimato dai professionisti, ogni opera porta con sé un bagaglio di “feelings” che permettono di rialzare o abbassare significativamente il prezzo di mercato.

Mi riferisco ovviamente a tutti quei retroscena che colorano il vissuto di un’opera e che concorrono a conferirle un’anima quasi indipendente, ben oltre il dato economico.

Le categorie sono molto vaste: si va dai gossip sui collezionisti, alle nuove scoperte biografiche sull’artista, dalle esposizioni iconiche agli incidenti di percorso… insomma i retroscena del mercato non conoscono confini.

Tra i tanti esempi bizzarri che si potrebbero raccontare, uno in particolare ha suscitato scalpore negli ultimi anni: è il caso della folle compravendita de “Il sogno” di Picasso.

Un capolavoro cubista

Nel 1932 il maestro spagnolo Pablo Picasso dipinge Le Rêve (Il Sogno), ritraendo la sua amante e musa ispiratrice Marie-Thérèse Walter secondo la classica iconografia cubista. La donna posa su una poltrona rossa sulla quale è raffigurata di fronte e lateralmente allo stesso tempo, immersa in un’atmosfera morbida e sognante tipica delle produzioni del maestro in quel periodo.

"Le Reve" opera di Pablo Picasso
Il sogno (Le Rêve) – 1932, Collezione privata Steven Coehn (New York)

Dalla morte di Picasso in poi, non è semplice tracciare il percorso di questo capolavoro, ma dalle fonti certe sappiamo che è appartenuto alla collezione privata Ganz di New York e che è stato acquistato nel 1997 per 48,4 milioni di dollari.

L’uomo del destino: Steve Wynn

Steve Wynn è un magnate statunitense dei casinò, che nel 2001 acquista il dipinto cubista per la modica cifra di 60 milioni di dollari: sono trascorsi soltanto tre anni dall’ultimo passaggio in asta, e la cifra è lievitata di parecchio a causa di pressioni finanziarie e giochi al rialzo, ma non è ancora finita qui. “Le Rêve” dovrà ancora fare i conti con un miliardario che lo stava cercando da molto molto tempo.

Passano alcuni anni e Wynn fiuta l’affare del momento poichè intuisce che Steven Cohen (manager finanziario con un patrimonio sui 9 miliardi di dollari) ha una sfrenata passione per Picasso, ed è disposto a qualunque cifra per quel dipinto.

Organizza quindi una serata di gala nella quale mette in mostra, tra i tanti capolavori che possiede, proprio “Il sogno” di Picasso… sapendo di fare cosa molto gradita al signor Cohen.

Il passaggio in asta segna 135 milioni di dollari.

Uno squarcio da 6 cm

Wynn si appresta a consegnare il dipinto a Cohen, ma prima decide di festeggiare tra amici la cifra record raggiunta dal capolavoro cubista.
Non si conoscono bene le dinamiche (e non le sapremo mai), ma alcune fonti parlano di una patologia oculare che impedisce la visione periferica a Steve Wynn…

Il risultato è una maldestra gomitata che squarcia violentemente la tela, lasciando un terribile buco di circa sei centimetri di diametro.

Ovviamente non è il caso di fare un Art Attack di colla vinilica su un Picasso da 135 milioni di dollari… Cohen fa saltare l’affare.

Il restauro dai tempi record

Mentre la notizia fa il giro del mondo, Wynn che non ha più nulla da festeggiare, si attiva immediatamente per fare restaurare il manufatto.
Si rivolge ad un team di esperti che in poco meno di un anno e con poco più di 90.000 dollari, riporta al mondo la sfortunata tela del maestro spagnolo.

Il gossip sul Picasso di Wynn impazza ovunque, e tra i salotti del mercato americano è l’argomento principale di tutte le conversazioni.
Tuttavia i report tecnici parlano di un restauro condotto in maniera eccellente: ad occhio nudo è quasi impossibile trovare il punto incriminato.

La magia del mercato dell’arte

Poco tempo dopo il magistrale recupero pittorico, sembrano essere tornate le condizioni favorevoli per rimettere all’asta “Le Rêve”, ma chi si aspetta una svendita da mercato rionale si sbaglia di grosso!

Questa volta oltre al prezzo tecnico di mercato, ci sono da aggiungere tutti quei “feelings” che accompagnano la storia del quadro e che raccontano la vicenda del danneggiamento, dei 135 milioni in fumo, del gossip sfrenato.

Un Picasso “sgomitato” che sta sulla bocca di tutti, non può essere venduto per pochi spiccioli.

L'asta di Christie's in cui è stata aggiudicata l'opera "la Reve" di Picasso

Il ritorno di Cohen

Siamo all’alba di una data storica. Steven Cohen, il collezionista che da sempre ha desiderato “quel” Picasso, nonostante il restauro e nonostante l’offerta ritirata, verserà a Wynn una cifra molto superiore a quella precedente: stiamo parlando di 155 milioni di dollari per avere finalmente tra le mani “Le Rêve” di Pablo Picasso.

Questa folle vicenda spiega chiaramente quanto il fascino del mercato dell’arte sia rappresentato dalla sua assoluta imprevedibilità. Oltre a basarsi su fattori oggettivi come stime e schede tecniche, il mercato si muove soprattutto su quelle componenti emotive talmente forti da spingere in alto le palette durante le aste.

Images courtesy: Chirstie’s , Cohen Private Collection

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