
Ma chi era Guglielmo Achille Cavellini? Titolare dei Magazzini Cavellini 33 di piazza Vittorio, tutta la sua vita si è svolta nel campo dell’arte. Definito un genio da chi l’ha conosciuto e anche da se stesso (un suo famoso libro si intitola appunto “Vita di un genio”) abbandona le prime velleità artistiche per dedicarsi all’attività di collezionista. Si avvicina dapprima all’astrattismo italiano poi a diverse correnti diventando in poco tempo un autentico mecenate. Comincia a frequentare molti artisti, da Mimmo Rotella a Vedova, da Mario Ceroli a Renato Birolli. Lo stesso Andy Warhol si reca a Bresca per consegnarli un suo ritratto.

L’autostoricizzazione mette in luce tutte le contraddizioni del sistema dell’arte. Con un atteggiamento smaccatamente autoironico, Guglielmo Achille Cavellini si auto celebra scardinando ogni gerarchia: riscrive la propria autobiografia come fosse una pagina dell’Enciclopedia universale in cui si attribuisce tutte le più grandi imprese della storia, dalla scoperta dell’America alla costruzione della Torre Eiffel, fino alla scrittura della Divina Commedia e al primo viaggio sulla luna. Con la scrittura della sua storia ricopre colonne, ombrelli, abiti e modelli viventi.
Il centenario della nascita di Guglielmo Achille Cavellini sarà celebrato con diverse manifestazioni e eventi istituzionali in tutto il mondo. L’evento più importante sarà la mostra allestita al MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto dal 5 ottobre 2014 al 6 gennaio 2015.



