Aisthesis: l’arte di Robert Irwin e James Turrell a Villa Panza

Aisthesis - James TurrellAisthesis non è una mostra canonica, la definirei piuttosto un’esperienza sensoriale, un continuo mettere in gioco le proprie aspettative rispetto alla realtà che ci circonda e al modo in cui la percepiamo. Le opere di Robert Irwin e James Turrell a Villa Panza ci fanno ragionare sulla complessità e allo stesso tempo sulla bellezza dei fenomeni fisici del nostro universo.

Già al primo impatto con la mostra si capisce che quello che si andrà a vedere è qualcosa di diverso rispetto a ciò a cui siamo abituati. Salita la scalinata che porta al primo piano della villa che ospita la collezione di Giuseppe Panza, si presentano davanti agli occhi dei quadri dai quali fuoriesce venendo incontro allo spettatore un triangolo luminoso che si muove, cambia colore, forma e dimensione in base a come ci si posiziona davanti ad esso. La prima reazione è quella di avvicinarsi e di toccarlo. Solo allora ci si accorge dell’illusione: è un ologramma creato da una fonte luminosa riflessa su un supporto fotografico.  James Turrell dà fisicità alla luce, la scolpisce nello spazio trasformando l’immateriale in materiale. Questo è quello che succede anche con Wallen, altra sua opera conservata in Villa Panza: si entra nella piccola sala completamente immersa in una luce blu profonda e si è accolti da un cubo bianco che sporge all’angolo fra le due pareti. Anche in questo caso, solo in un secondo momento, spostandosi e dando il tempo all’occhio di abituarsi allo strano gioco di luci, ci si accorge che non c’è niente di tridimensionale ma solo luce piatta e bianca proiettata contro i muri dai riflessi blu.

Aisthesis - Robert IrwinAnche Robert Irwin lavora con la luce e la percezione, ma lo fa ponendo la nostra attenzione sulla fisicità degli oggetti che ci circondano, smaterializzandoli davanti ai nostri occhi. Con il suo disco di lacca elimina la cornice dell’opera e la fonde all’ambiente circostante come se l’oggetto fosse fatto d’aria. A prima vista non riesci a capire dove finisca l’opera e dove inizi il muro. La luce dissolve completamente i confini e di fisico rimane solamente la linea che attraversa orizzontalmente il disco.

Tutto il percorso è un continuo fermarsi e chiedersi: “Quello che sto vedendo esiste davvero o è solo il modo in cui io do forma al mondo?
Quella di Robert Irwin e di James Turrell è un’arte che ha a che fare con la nostra fisicità. È un’arte che attraverso l’occhio stimola il pensiero e la riflessione sul nostro essere al mondo e nel mondo. Le opere site-specific create nel 1973 per Villa Panza dai due artisti, sono installazioni che aprono la villa all’ambiente esterno o che cercano di portare il cielo all’interno dello spazio vitale della villa. I loro lavori stimolano nello spettatore la consapevolezza dello spazio attraverso la manipolazione di luci, materiali e forme o attraverso l’alterazione di ambienti.

James Turrell - Sky Space Villa PanzaEd è proprio l’alterazione dell’ambiente ciò che caratterizza le opere che i due artisti hanno creato in occasione di questa mostra. Robert Irwin ha progettato nella Limonaia uno spazio modellato da dei velari di nylon semitrasparente e dalla luce che entra all’interno della stanza attraverso delle aperture verticali sul muro. James Turrell ha creato Ganzfeld, un ambiente in cui si è investiti da una serie di stimoli visivi per i quali si perde l’orientamento. Per questo motivo l’accesso all’opera è regolato da tempi precisi e da un operatore della Villa che guida all’interno un gruppo limitato di spettatori alla volta. La proiezione di luci programmate elimina i confini delle pareti creandone di finte là dove non c’è altro che il vuoto. Il colore delle luci proiettate cambia in continuazione la percezione di chi si trova all’interno influenzando anche la percezione del colore dei muri esterni alla sala.

Insomma una esperienza visiva che non si può spiegare a parole o attraverso la logica, ma che va vissuta e che consiglio a tutti di provare. La mostra rimarrà allestita a Villa Panza di Varese fino al 2 novembre 2014.

 

 

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