Tre opere del ‘400 rubate al Castello Sforzesco.

Ritratto uomo - Castello Sforzesco MilanoDopo l’opera del Guercino trafugata dalla Chiesa di San Vincenzo a Modena, un’altro furto scuote il mondo e soprattutto le istituzioni dell’arte italiana. Questa volta si tratta del Castello Sforzesco di Milano: sono spariti in pieno giorno tre dipinti del ‘400 raffiguranti tre volti d’uomo. Sul piano economico il furto non è certo paragonabile a quello compiuto qualche settimana fa a Modena in quanto il valore delle tre opere di 25×25 centimetri di grandezza si aggira attorno ai 25mila euro ciascuna. Inoltre sono opere seriali, quindi non pezzi unici, prodotti in qualche bottega del cremonese. Il valore e l’importanza storica è comunque innegabile e i pezzi potrebbero far gola a qualche collezionista del mercato del piccolo antiquariato.

Si pensa infatti a un furto su commissione in quanto i tre dipinti sono inventariati e catalogati e quindi potrebbero essere venduti unicamente illegalmente sul mercato nero. Erano sistemate in un angolo in cui non arrivava l’occhio delle telecamere e senza alcun sistema di allarme attivo per proteggerli. Per il ladro deve essere stato quindi relativamente facile tranciare il fil di ferro che le teneva appese al muro, infilarle in uno zaino e dileguarsi tra il via vai dei turisti.

Ad accorgersi del furto è stato un addetto alla sicurezza verso le 15 quando ormai era troppo tardi. Ovviamente dai filmati delle telecamere non risulta nessuna immagine interessante per scovare il colpevole. Francesca Tasso, responsabile dei musei del Castello Sforzesco, spiega che è auspicabile un incremento delle telecamere come l’apertura di un guardaroba per il deposito di zaini e borse. Ovviamente tutto dipende dai fondi concessi dal governo per la difesa e divulgazione dei Beni Culturali. Intanto altre tre opere non sono più visibile al grande pubblico.

Genesi, la fotografia tra uomo e natura di Sebastião Salgado

Sebastiao Salgado - GenesiLa fotografia di Sebastião Salgado è un tuffo dentro l’anima del nostro pianeta, sono immagini che con la loro forza e la loro spettacolarità ci fanno fare un tuffo indietro verso le origini della vita sulla terra, in un tempo in cui l’uomo non aveva ancora iniziato la sua inarrestabile corsa verso il progresso e viveva in stretta simbiosi con la natura e con gli altri esseri viventi.

La mostra “Genesi”, dopo aver fatto il giro del mondo è giunta finalmente a Milano e inaugura al Palazzo della Ragione il nuovo polo permanente dedicato alla fotografia. 250 fotografie divise in 5 sezioni che sono anche 5 parti diverse del nostro globo. Si parte con “Pianeta Sud” e i freddSebastiao Salgado - Genesii ghiacci dell’Antartico per poi fare un tuffo nei “Santuari”, isole fantastiche come il Madagascar e la Papua Nuova Guinea. Ci si sposta quindi verso la calda “Africa” alla scoperta del fascino di una terra tanto vecchia quanto misteriosa, e si torna quindi al freddo de “Le terre del nord”. Il viaggio si conclude in “Amazzonia e Pantanal” un habitat naturale dei più importanti del globo situato proprio a pochi passi di distanza da dove si stanno giocando i campionati mondiali di calcio, una dei simboli di questa civiltà così poco attenta alle sue origini.

Una mostra questa che, nelle intenzioni di Sebastião Salgado, vuole essere innanzitutto un invito alla riflessione sull’importanza della salvaguardia del nostro pianeta. La Terra va costudita e non sfruttata, in quanto parte della nostra stessa vita.

Sebastiao Salgado - GenesiDavanti alle fotografie di alberi, piante, pinguini, leoni, elefanti marini e di tutte le altre specie viventi, ci si accorge di quanto grande sia il mondo e della fortuna che ci è capitata a essere finiti su questa terra sotto forma di esseri umani. I numeri parlano chiaro e ci dicono che il 97,3% della biosfera è occupato dalle piante, il 2,7% da animali e insetti e solo lo 0,01% dagli esseri umani.

Allora, guardando gli occhi tristi della grande tartaruga gigante che spicca nella fotografia in mezzo alla sala, mi viene da pensare a quali e quante meraviglie ancora intatte rimangono nel nostro pianeta e a come, anche solo per ringraziamento al fatto di essere nato uomo, devo impegnarmi a rispettare un habitat che è nostro solo in minima parte.

 

In mostra la Milano artistica degli anni ‘60

Milano_anni_30Oggi sono stato invitato da Daniela a un brunch al “Bianco Latte”, quindi lasciata la Vespa in Repubblica e incontratomi con lei ci siamo incamminati in via Filippo Turati per raggiungere il locale. Ma ecco che camminando il mio occhio è attirato da un enorme striscione rosso che pende in verticale sulla facciata di un palazzo sulla sinistra: le prime due parole che mi saltano immediatamente all’occhio sono “Piero” e “Manzoni”. Dopo essere stato alla mostra di Palazzo Reale ed essermi divorato in pochi giorni il libro di Flaminio Gualdoni, non posso fare altro che tirare Daniela per la giacca e avvicinarmi al palazzo da cui pende il grosso telo: “Nati nei ’30. Milano e la generazione di Piero Manzoni”. Questo il titolo completo dell’esposizione al Palazzo della Permanente. Leggi tutto “In mostra la Milano artistica degli anni ‘60”