Arte e soldi, un connubio vecchio secoli

Articolo pubblicato sulla rivista Commenti di Verso l'Arte

L’arte ha sempre avuto un costo che fin dai tempi di Giotto è stato essenzialmente legato all’abilità e alla fama dell’artista. Nessuno dei grandi geni del passato ha mai lavorato solo ed esclusivamente per la gloria. ComeCopertina del libro "The wealth of Michelangelo" di Rab Hatfield hanno dimostrato gli studi del professor Rab Hatfield pubblicati nel libro “The Wealth of Michelangelo”, l’autore degli affreschi della Cappella Sistina era tanto attento alla qualità dei suoi lavori quanto, se non di più, alla quantità della ricompensa ricevuta per essi. Alla sua morte avvenuta nel 1564 all’età di 89 anni, sembra che il nostro “Divino” possedesse la bellezza dell’equivalente odierno di dieci milioni di dollari.

Arte e denaro hanno quindi camminato sempre di pari passo e continueranno a farlo ancora per parecchio tempo.
Ma se il prezzo di un’opera è legato alla fama del suo autore, chi o cosa influenza e decide la fama di un artista? Ovviamente il potente e ricco mecenate che quell’opera l’ha commissionata. Michelangelo è diventato Michelangelo grazie a Lorenzo il Magnifico e ancor di più grazie a Giulio II. Il Buonarroti, infatti, non ci pensò due volte a lasciare appena abbozzati i lavori della Sala del Gran Consiglio di Palazzo Vecchio per rispondere alla chiamata del sommo pontefice: gloria e lauti guadagni lo attendevano a Roma.

Oggi i committenti non sono più Papi, Re o imperatori ma il mercato, un’entità relativamente nuova, formata perlopiù da capitani d’industria, banchieri e imprenditori, insomma gente facoltosa che ha in mano le redini della finanza. Mentre Carlo V chiedeva a Tiziano di dipingere un quadro che ne celebrasse la potenza e la gloria, il mercato chiede agli artisti di oggi di produrre opere che assecondino i bisogni della finanza, vale a dire soldi e investimento. Ne consegue che mentre in passato l’importanza di un artista era legata al valore estetico, intellettuale e artistico della sua opera e solo in secondo momento era considerato il prezzo, oggi essa è indissolubilmente legata al suo valore di mercato e al costo che i suoi lavori raggiungono. Finché un artista non ottiene determinate quotazioni non è considerato da nessuno se non da un circolo ristretto di amanti e addetti ai lavori. Non appena però le sue opere vengono battute a cifre record, allora si scatena la corsa di massa e tutti vogliono accaparrarsele.

Una mappa del mondo di Alighiero BoettiAlighiero Boetti era un artista importante già negli anni ’90 o lo è diventato solo dopo le ultime aggiudicazioni stellari delle sue opere? Possiamo porci la stessa domanda per Enrico Castellani, per Agostino Bonalumi e per tanti altri. Se guardiamo alla storia dell’arte, sono sempre stati grandi artisti, allora perché anche solo dieci anni fa nessuno voleva i loro lavori? Semplicemente perché costavano troppo poco e oggi è il prezzo il fattore che indica l’importanza di un artista e che muove la rincorsa all’opera. Non è più il collezionista che rende importante un dipinto quanto il mercato che fa sì che quel dipinto diventi desiderabile per un numero sempre più elevato di collezionisti. È sempre il mercato che muove le redini, accade quindi spesso che “le opere culturalmente più importanti valgano molto meno di quelle facilmente vendibili.” (Giuseppe Panza)

Arte e investimento, ieri e oggi cosa è cambiato

Come si è arrivati a questo? Già nel 1200 il critico Ts’ai Tao scriveva: «L’amore e la gioia per l’arte sono diventati una moda e le opere d’arte sono ovunque considerate alla stregua di merci e investimenti. Questo il diavolo della nostra epoca».
“Il diavolo della nostra epoca”: anche allora considerare l’arte alla stregua di semplice merce era qualcosa che indignava gli appassionati.

Eppure il peggio doveva ancora arrivare. È solo dopo la Rivoluzione Francese e ancor di più con le grandi esposizioni dell’800, infatti, che l’arte si sarebbe pienamente affermata come merce, tanto che già il grande mercante di quadri parigino Ambroise Vollard poteva parlare nelle sue memorie di investimenti riferendosi alle opere dei giovani pittori impressionisti.

Da quel momento in poi è tutta un’escalation e il mercato diventerà poco alla volta un’entità sempre più forte. Nel 1928 in una lettera ad Alfred Stieglitz, Marcel Duchamp scrive: «…Picabia è uno dei pochi oggi a non essere un “investimento sicuro”? La situazione del “mercato” qui è talmente deplorevole… […] Pittori e pittrici salgono e scendono come azioni di Wall Street».

Intorno agli aSimboli del dollaro dipinti da Andy Warholnni ’60 del Novecento sono arrivate quindi le scatolette di Merda d’Artista che Piero Manzoni sbatteva in faccia a un mercato che accettava qualunque “merda” purché fosse in edizione limitata, numerata, firmata e garantita da un certificato di autenticità. Più o meno nello stesso periodo un artista lucido come Andy Warhol invece, accettava la realtà di fatto portando all’interno dei musei gli stessi oggetti che si trovavano sugli scaffali di un supermercato: l’arte deve essere consumata come qualsiasi altro prodotto commerciale e “fare soldi è un’arte, fare buoni affari è la migliore forma d’arte” profetizzava. È l’apoteosi dell’arte come merce e il via libero definitivo a un sistema commerciale che diventerà sempre più forte e capillare.

Oggi l’economia, dopo aver conquistato gran parte degli ambiti della nostra vita, ha definitivamente vinto anche sull’arte. È un male questo? Da un certo punto di vista per niente. Ben vengano i soldi nel mondo dell’arte: gli artisti hanno bisogno di essere pagati per produrre le loro opere, liberi da ogni altra preoccupazione e poi ricordiamoci che è solo grazie a questi enormi capitali che l’arte è ancora viva. Pensiamo alla poesia, alla musica, alla danza e al teatro contemporanei, chi ne parla più? La notizia di una nuova aggiudicazione record almeno riesce ancora ad attirare i grandi riflettori mediatici sul palcoscenico artistico e a veicolare l’attenzione della moltitudine. È vero, in queste rare occasioni purtroppo, non si discute mai del valore dell’opera appena battuta in asta quanto piuttosto si disquisisce solo ed esclusivamente sulla straordinarietà della cifra raggiunta, ma è già qualcosa. D’altronde in un mondo in cui non si fa altro che parlare di spread, banche, debiti, bilanci, milioni che crescono e milioni che svaniscono, in quanti possono essere interessati più al valore di un’opera piuttosto che al suo prezzo?

Arte ed economia: qual è il vero valore di un’opera?

Oggi quindi l’arte riesce a essere ancora vera protagonista solo se legata all’aspetto economico, di investimento. SenzaLa fiera di Art Basel alcun dubbio il prezzo di un’opera attira maggiori attenzioni rispetto al suo valore. Una dimostrazione di questo è il numero di visitatori che una manifestazione completamente centrata sul mercato come Art Basel ha accolto in soli quattro giorni: ben 98.000 (6,52% in più rispetto al 2014), cifra che molte delle mostre del nostro paese non riescono a raggiungere neanche nell’arco di sei mesi.

Per tanti l’arte è e rimane soprattutto investimento e le crescite commerciali di molti artisti sono operazioni studiate a tavolino da galleristi, mercanti e speculatori. È chiaro che per riuscire ad alzare le quotazioni devono esistere requisiti storico-artistici e ragioni oggettive valide, fatto sta che non sempre al valore di un artista corrisponde un’adeguata valutazione commerciale della sua opera e viceversa. Se così fosse, un artista come Giorgio De Chirico (tanto per fare un esempio) dovrebbe costare molto più di tanti altri artisti con un curriculum e un’importanza storica decisamente inferiore alla sua.

Arte e mercato sono quindi due entità differenti che pur avendo uno stretto legame camminano su due binari diversi. Se si vuole apprezzare davvero il lavoro di un artista, bisogna cercare in tutti i modi di dimenticare il prezzo delle sue opere. In un mondo in cui si conosce e si quantifica il costo di ogni cosa, è difficile ma è l’unico modo per tornare a dare peso e importanza al valore. Non è detto che un artista che costa poco valga poco, come non tutte le opere di quegli artisti che raggiungono quotazioni esorbitanti sono solo ed esclusivamente speculazioni finanziare: anche là dove ci sono evidenti prezzi gonfiati può nascondersi vero valore.

Il cavallo appeso di Maurizio Cattelan al Castello di RivoliL’arte è figlia del proprio tempo” (Kandinsky ) e se questo modo di fare, usufruire e vivere l’arte non ci piace, non è con essa che ce la dobbiamo prendere e non è agli artisti che dobbiamo chiedere di cambiare. L’arte di oggi è l’immagine dell’epoca in cui viviamo e non fa altro che rispecchiare una società in cui l’economia è più importante della fratellanza fra i popoli, della pace e della cultura.

Se questo tipo di arte ci fa innervosire e ci infastidisce ma ci fa anche solo per un attimo pensare e riflettere sul modo e sul mondo in cui stiamo vivendo, allora è un’arte che, bella o brutta, ha comunque fatto il suo dovere.

Qual è secondo te il ruolo del mercato oggi? È ancora riconosciuto il valore di un’opera? Lascia la tua opinione nei commenti.

Arte e amore: storie di sesso e passione fra artisti (prima parte)

A volte si crede che i più grandi artisti, soprattutto quelli del passato, vivano o abbiano vissuto esclusivamente per creare le loro opere dedicando tutte le proprie energie a un’unica grande passione: l’arte. La verità è un po’ diversa: pittori o scultori chiusi nel loro studio giorno e notte per dare libero sfogo alla propria creatività sono assolutamente una leggenda.
Anche loro, come tutti noi che artisti non siamo, cadono vittime delle più grandi passioni e dei peggiori vizi umani e veramente in pochi riescono a resistervi.

Oggi ho voglia di parlare proprio di questo, tratterò della più grande delle passioni umane. No, non l’arte, questa Amor vincit omnia - Michelangelo Merisi detto il Caravaggionon è ancora un’infatuazione che colpisce tutti purtroppo. Oggi parlerò di quella passione che tutti vince, nessuno escluso: “Omnia Vincit Amor” (l’amore vince ogni cosa) è una frase di Publio Virgilio Marone e anche il titolo di una tela di Caravaggio e proprio l’amore sarà il protagonista di questo articolo.

Ma non ho voglia di essere noioso quindi tratterò l’argomento in maniera giocosa. Più che fare il romantico, mi trasformerò in una specie di paparazzo e farò del gossip sulle più celebri coppie del mondo dell’arte. Dato che sono davvero tante l’articolo sarà diviso in due, pubblicherò la seconda parte a giorni.

Amore fra artisti: le coppie più chiacchierate nella storia dell’arte

La storia dell’arte è piena di vicende d’amore e di passione. Non si contano le relazioni nate fra gli artisti e le loro modelle (o modelli): Raffaello e Margherita Luti, la figlia del fornaio, ritratta dall’artista in molti dei suoi più celebri dipinti, Michelangelo e Tommaso de’ Cavalieri, al quale l’artista dedicò decine di odi e diversi disegni, Leonardo e Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì che appare nei dipinti dell’artista sotto forma sia di uomo che di donna.

Per andare avanti si potrebbero citare i vari amanti di Caravaggio, di Goya, di Modigliani ecc. ma non è questo tipo di passione che mi interessa. Oggi parleremo di un amore che va al di là della semplice attrazione fisica e che raggiunge una dimensione più alta, quella della mente creativa. Quelle che troverete in questo articolo sono le storie di sesso e passione nate fra artisti, anche di diverse tipologie di arte.

1. Frida Kahlo e Diego Rivera

Diego Rivera e Frida KahloNon poteva che essere questa la coppia che apriva le danze. La passione fra Frida e Diego è ormai leggenda grazie anche alle diverse mostre dei due artisti che si sono tenute in tutto il mondo. Quando si incontrarono per la prima volta lei era una ragazzina di quindici anni, lui era un maestro già affermato che di anni ne aveva trentasei. Fu una storia lunga una vita, un romanzo d’amore fatto di tormenti, tradimenti e slanci di passione irrefrenabili. Si sposarono la prima volta nel 1929. Diego aveva alle spalle già tre matrimoni e per tutta la vita ebbe decine di amanti, tra cui anche la cognata Cristina, relazione quest’ultima che spinse Frida ad abbandonare il marito, partire per New York e chiedere il divorzio. La distanza tra i due però, invece che spegnere la fiamma la alimentò e Frida tornò a casa, perdonò sorella e marito e risposò Diego nel 1940 a San Francisco. «Più mi tradisci più ti amo.» scrisse in una lettera, ma cominciò nello stesso tempo anche lei ad avere degli amanti, tra cui lo scultore Isamu Noguchi, l’esule russo Lev Trotsky, il fotografo Nickolas Muray ed ebbe anche una relazione omossessuale con Tina Modotti (amante anche del marito). Insomma gli ingredienti per un romanzo da milioni di copie ci sono tutti ma, fra gli alti e bassi della loro relazione, nessuno dei due poté per tutta la vita fare a meno dell’altro e il loro amore fu sconfitto solamente dalla morte di lei. In quell’occasione il pittore scrisse: «Il 13 luglio 1954 è stato il giorno più tragico della mia vita: avevo perso per sempre la mia amata Frida. Ho capito troppo tardi che la parte più bella della mia vita era il mio amore per lei». Di Frida rimarrà invece sempre la sua celebre battuta sul marito: «Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo quando un tram mi mise al tappeto, l’altro è Diego».


2. Jeff Koons e Ilona Staller

Da una storia di amore passionale quanto tormentato passiamo a quella, forse all’apparenza un po’ più frivola, fra Jeff Koons e Ilona Stallerl’artista vivente più pagato al mondo e Cicciolina, una delle porno dive più famose della storia. Tutto nasce quando Jeff Koons, allora un artista già abbastanza affermato in America ma non ancora così famoso a livello internazionale come oggi, vede una foto di Ilona sulla copertina di una rivista tedesca. Ne rimane talmente affascinato e ossessionato che inizia a martellare il fax dell’agenzia di Riccardo Schicchi con la richiesta di fare uno shooting fotografico con lei. Sul set di questo servizio nasce l’amore tra i due. Dopo un anno e mezzo di fidanzamento i due si sposano ed hanno un figlio. A quei tempi l’immagine di Ilona era più importante di quella di Jeff e nacquero ben presto quelle classiche rivalità che possono nascere tra due superstar. Il matrimonio finì ben presto e ne seguì una dura battaglia legale per l’affidamento del figlio Ludwig prima sottratto illegalmente dal padre in Italia e poi, successivamente, dalla madre negli Stati Uniti. Di questa storia d’amore, estremamente passionale quanto breve, rimango le opere di Jeff Koons che hanno come soggetto la ex moglie. Opere d’arte create da due autori dato che anche Cicciolina è da considerarsi artista a tutti gli effetti avendo fatto la sua parte. Come ha dichiarato Koons stesso: “Gli artisti usano il pennello come Ilona usa la sua…”.


3. Robert Mupplethorpe e Patty Smith

Robert Mupplethorpe e Patty SmithFine anni sessanta: due giovani ragazzi si incontrano per le strade di New York e ha inizio una fantastica storie d’amore e di arte. Lui è Robert Mupplethorpe, lei Patty Smith. Entrambi hanno un grande sogno, quello di diventare artisti: lui diventerà uno dei più importanti fotografi al mondo, lei una delle protagoniste del rock americano. In mezzo ci sono sacrifici, tentativi falliti, incontri con Rock Star e artisti della Factory di Andy Warhol, problemi di soldi, uso di droghe, il virus dell’HIV e la morte precoce di decine di amici e conoscenti. Alla fine la loro storia d’amore terminerà anche per l’omosessualità di lui, ma si conserverà sempre una rara e preziosa amicizia fondata sulla condivisione di un sogno e sul sostegno reciproco. Patty Smith ha descritto tutto questo in un bellissimo libro intitolato “Just Kids”, soltanto ragazzini.


 4. Jean-Michel Basquiat e Madonna

Un’altra relazione tra un’artista e una rock star, sicuramente meno romantica della precedente, ma comunque 
Jean-Michel Basquiat e Madonnaaltrettanto affascinante. Tutto cominciò nell’autunno dell’82, quando i due si conobbero al Bowlmor. Lui aveva dato a un amico una busta d’erba lei lo agganciò e cominciarono a frequentarsi. Le differenze erano però enormi e si fecero sentire presto: Madonna era già una salutista disciplinata mentre lui faceva uso di eroina. Larry Gagosian ricorda che il giorno di Natale lei cercò dei preservativi per tutta Malibu perché senza non avrebbe mai fatto sesso con lui: era noto come Basquiat attaccasse la gonorrea a tutte quelle con cui lo faceva e poi, per non sentirsi in colpa, pagava loro le cure. La relazione non durò a lungo ma per entrambi la nascente notorietà dell’altro divenne un trampolino di lancio, come nei matrimoni organizzati vecchio stile. Dopo la morte del suo ex fidanzato, Madonna nel 1992 finanziò la retrospettiva a lui dedicata al Whitney Museum di New York.


5. Georgia O’KeeffeAlfred Stieglitz

Georgia O’Keeffe e Alfred StieglitzI due si incontrarono grazie all’amica Anita Pllitzer che nel 1916 mostrò i lavori di Georgia ad Alfred, un affermato fotografo che possedeva una galleria a New York. Colpito dall’espressività delle sue opere e dalla capacità tecnica dell’autrice, Stieglitz si impegnò in un lavoro di promozione dell’opera della O’Keeffe e iniziò a farle dei ritratti. I due si sposarono nel 1924 e l’arte di entrambi, pur rimanendo strettamente personale, sarà influenzata dall’amore che ognuno provava per l’altro. Alla fine saranno oltre 500 le fotografie di Stieglitz che hanno come soggetto l’amata.

 

6. Robert Rauschemberg e John CageRobert Rauschemberg e John Cage

Artista il primo, musicista il secondo, sono stati entrambi dei rivoluzionari nei loro rispettivi campi e le loro opere sono centrali nell’evoluzione dell’arte e della musica contemporanea. Rauschemberg con i suoi quadri bianchi che cambiano a seconda delle condizioni di luce e di ambiente fu una delle fonti di ispirazione per la celeberrima opera di Cage 4’33’’ in cui veniva messa in opera il silenzio. Della loro storia d’amore si sa poco se non che furono grandi amici e amanti.

Finisce qui la prima parte di questo articolo, nella seconda verranno raccontati gli amori del più grande artista del ‘900 e le storie di altre coppie davvero particolari. Se sei curioso e interessato,

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