Paolo Veronese in mostra al Palazzo della Gran Guardia

Nicola Stoia
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Paolo Veronese. L'illusione della realtàSono solo due le città italiane che avrebbero potuto dedicare una mostra di tale importanza e ampiezza a Paolo Veronese, uno dei grandi coloristi veneti insieme a Tiziano e Tintoretto che hanno segnato la storia dell’arte diventando i creatori di un nuovo stile che conquisterà l’Europa: Verona e Venezia. La prima è la città natale dell’artista, quella a cui è legata la sua formazione, la seconda diventerà la sua patria d’adozione, la città di cui celebrerà i fasti e le glorie e che in cambio lo ricompenserà con fama e ricchezza.
A vincere la sfida è stata Verona e il suo Palazzo della Gran Guardia, una delle poche strutture che avrebbero potuto accogliere e ospitare le enormi tele del maestro veneto protagoniste dell’esposizione.

Preceduta da quella tenutasi alla National Gallery di Londra dal 19 marzo al 15 giugno 2014, la mostra monografica “Paolo Veronese. L’illusione della realtà” si snoda attraverso tutto il percorso dell’artista, dalla formazione fino agli ultimi lavori prodotti con l’aiuto della sua bottega e raccoglie più di cento opere di cui 60 dipinti e 50 disegni.
Al primo impatto ci si potrebbe chiedere dove sono finiti i colori brillanti per i quali il maestro veneto è diventato famoso nel mondo. Non tutte le tele presenti nelle sale, infatti, possiedono quella luminosità che caratterizza invece gli affreschi più celebri del Veronese, come quelli di Villa Bàrbaro o della chiesa di San Sebastiano a Venezia. Eppure, e forse anche per questo, questa mostra rende giustizia a un’artista che a volte è stato considerato solo un felice decoratore (Paola Marini). Non si è, infatti, voluto mettere in risalto solamente le conosciute doti di colorista del grande maestro del ‘500, ma anche quelle di disegnatore attraverso una grande raccolta di carte che fa da spina dorsale all’intero percorso, la sua affinità con il mondo dell’architettura, la sua profonda cultura filosofica e umanistica e il suo spirito religioso. Insomma una vera mostra che torna a far luce dopo più di 70 anni sulla vita e sul lavoro di uno dei più importanti artisti del ‘500 italiano.

Da segnalare le iniziative parallele all’esposizione, in particolare la serie di incontri “I mestieri dell’arte” organizzate da Cattolica per i giovani di cui trovate il programma qui sotto. Quattro conferenze in cui i professionisti che hanno contribuito a realizzare la mostra sveleranno tutto il lavoro che si cela dietro le quinte di un evento del genere.

I mestieri dell'arte