Fenomeno Banksy: tra arte e comunicazione

Nicola Stoia
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Graffito di Banksy: domestica che nasconde la polvere  sotto il tappetoBanksy è sicuramente uno degli artisti contemporanei più famosi e allo stesso tempo controversi dei nostri giorni. Chi egli sia, nessuno veramente lo sa e non c’è alcun essere umano che possa dire di averlo mai visto. Qualcuno sospetta che egli non esista nemmeno e che dietro questa figura così misteriosa si nasconda un gruppo di galleristi, pubblicitari, artisti (è stato ipotizzato addirittura Damien Hirst) e altri personaggi molto potenti tutti appartenenti al sistema dell’arte. Insomma in molti credono che sia un progetto ben studiato e costruito a tavolino e che dietro agli stencil che compaiono improvvisamente nottetempo sui muri di tutto il mondo non ci sia nessun artista in carne ed ossa ma un’organizzazione vera e propria che si è divertita a costruire un personaggio di cui tutti parlano. Comunque sia Banksy funziona e il fatto che sia un gruppo o un artista solitario non fa alcuna differenza. Anche nell’antichità l’opera di un artista era portata avanti da un’intera bottega nella quale ognuno aveva un compito preciso e specializzato (chi disegnava lo sfondo, chi le figure secondarie, chi le case) e al maestro non rimaneva altro da fare che dettare lo stile, dipingere le parti più importanti della tela e poi aggiungere la sua firma, la griffe. Di cose ben riuscite comunque nel corso degli anni, da quando ha mosso i primi passi nella città natale di Bristol, Banksy ne ha fatte. Ma quali sono le caratteristiche di questo artista che ne hanno decretato un così grande successo?

I 5 punti di forza di Banksy

Il successo di Bansky è dovuto a un perfetto mix di arte e comunicazione. Egli possiede tutte le caratteristiche che un artista dovrebbe avere per raggiungere la fama.

1. I suoi lavori sono ironici e geniali e racchiudono dei contenuti che ci fanno riflettere.

Questa è la prima e Graffito di Banksy: grassa coppia di turisti che si fa portare sul  risciò da un bambinoindispensabile qualità che ogni artista deve possedere, senza la quale tutti i successivi punti hanno ben poco valore. Se un artista non ha un messaggio valido da trasmettere e non comunica veri contenuti è impossibile che possa avere successo. Se è furbo e sa destreggiarsi bene all’interno del mondo dell’arte, le sue opere potranno raggiungere buoni prezzi sul mercato, ma il tempo alla fine farà da giudice. Molti artisti che avevano ottenuto ottime quotazioni in asta prima del 2008, sono in pratica spariti dal mercato quando è scoppiata la bolla, i prezzi sono crollati e non si sente più parlare di loro.

2. L’alone di mistero che circonda la sua figura ne alimenta il mito.

Ho parlato di quanto la forza del mito associata alla vita di un artista influenzi il successo di pubblico in questo articolo: Arte e morte, mito e tragedia. Il comportamento e la condotta di alcuni artisti sono più famosi della loro stessa opera. Per Banksy, il tratto comportamentale che lo caratterizza, non è la vita sregolata come per la maggior parte degli artisti qui citati, ma la clandestinità. Il fatto che nessuno abbia mai visto il suo volto, che non si sappia chi veramente egli sia e tutte le congetture che di conseguenza sono nate, non fanno altro che aumentare la curiosità nei suoi confronti e alimentare la leggenda che già circonda la sua aurea di artista irriverente, anti conformista e misterioso. Dopo più o meno venti anni di attività è già diventato una sorta di eroe mitologico vivente.

3. È un artista contemporaneo che utilizza un linguaggio contemporaneo e che ci parla di problemi contemporanei.

Le sue opere sono immagini taglienti e ironiche a volte accompagnate da slogan. Gioca con i più Opera di Banksy: Topolino e il pagliaccio di Mc Donald's che camminano mano nella mano con una bambina malnutrita e disperata familiari luoghi comuni, stravolgendone il significato in modo da far riflettere sulla vuotezza di una società consumistica che non riesce o non vuole più vedere i problemi veri che la circondano. Affronta i temi della guerra e della pace, della povertà e del capitalismo sfruttatore, criticando il potere di istituzioni false e corrotte. Nei suoi lavori inserisce spesso icone più o meno commerciali a tutti riconoscibili. Parla a noi, di argomenti che ci toccano, utilizzando un linguaggio che ci è familiare (a volte vicino a quello della comunicazione pubblicitaria) e che ci raggiunge nei luoghi in cui passiamo la nostra esistenza (città, strade, muri, ecc.)

4. Utilizza alla perfezione i nuovi mezzi di comunicazione per promuovere la sua immagine.

Come i giornali quando nel 1911 è stata rubata, hanno portato in giro per il mondo l’immagine della Monna Lisa donandole la fama, così Banksy sfrutta alla perfezione la rete per far conoscere e veicolare le sue opere. In Instagram, per esempio, il tag #banksy racchiude quasi 360.000 foto. Le sue incursioni nelle strade delle città per lasciare le sue tracce sui muri o in importanti musei per appendere sue opere alle pareti, fanno sempre notizia e sono state fonte di ispirazione per brand più o meno famosi nella realizzazione di alcune campagne di guerrilla marketing (un artista che ha anticipato, quindi, non seguito i fenomeni sociali). Banksy non solo sa far parlare di sé, ma riesce anche a veicolare lui stesso la propagazione della sua immagine grazie per esempio alla creazione di un film documentario sulla sua vita “Exit Through the Gift Shop”, all’organizzazione di “The Cans Festival” in un tunnel abbandonato, alla realizzazione della sigla di una puntata dei Simpson.

5. Ha creato relazioni importanti all’interno del mondo dell’arte.

Una delle accuse mosse contro BanGraffito di Banksy sul muro della Striscia di Gazaksy, dopo che le sue opere hanno raggiunto cifre significative in asta, è quella di essere entrato a far parte di quello stesso sistema che criticava con in suoi lavori. Che faccia o meno parte del sistema dell’arte non è dato saperlo, quel che è certo è che riesce a compiere gesti per i più impensabili (come per esempio raggiungere le zone di guerra della Palestina per realizzare i suoi lavori), quindi un qualche aiutino deve pur averlo.

Un arte che parla a tutti

Può piacere o meno, ma è innegabile il fatto che le opere di Banksy abbiano un forte impatto emotivo oltre che sensazionalistico e di riflessione su chiunque le veda. Una delle sue ultime incursioni è stata messa in atto nella famigerata Striscia di Gaza e il video realizzato intitolato ironicamente «Scopri una nuova destinazione quest’anno» e che fa il verso alle pubblicità delle compagnie turistiche, funge da testimone. L’artista ha realizzaGraffito di Banksy nella Striscia di Gaza: gattino che gioca con un gomitolo di fili di ferroto diversi graffiti per denunciare la situazione in cui si trova Gaza dopo la guerra contro Israele della scorsa estate. Uno di questi rappresenta un gattino che gioca con un gomitolo fatto di fili di ferro. Un abitante del luogo ha visto nell’opera un messaggio per l’intero mondo: “Se anche manca la gioia nella sua vita, un gatto riesce a trovare qualcosa con cui giocare. Cosa invece per quanto riguarda i nostri bambini?

L’artista ha voluto dare una spiegazione differente: “Un uomo mi ha chiesto cosa significasse la mia opera e ho spiegato che volevo mostrare la distruzione di Gaza mettendo foto sul mio sito, ma che la gente su internet guarda solo foto di gattini”. Un artista attento alle dinamiche sociali e che riesce a usarle per comunicare problematiche di livello mondiale.

Il lavoro di Bansky ha un linguaggio internazionale che supera i confini culturali e parla a chiunque anche se in maniera differente ed è un arte che compie il suo primo e principale dovere: mette in moto il cervello di chi ne usufruisce e ci fa pensare.

Qui sotto il video della sua incursione a Gaza:

 

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