Maurizio Cattelan: dopo la carta igienica anche il water d’oro

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Maurizio Cattelan, rinuncia al pensionamento anticipato, e torna al lavoro, o meglio, torna a fare l’artista. Già perché non è che avesse proprio smesso di lavorare, aveva semplicemente cambiato mestiere passando dall’altro lato della barricata: prima di tutto curatore e poi manager di Toilet Paper, il magazine da lui stesso fondato in collaborazione con il fotografo Pierpaolo Ferrari.

Proprio dalla carta igienica (toilet paper) riparte, o meglio, da qualcosa a essa molto legata, diciamo una sua estensione semantica. La sua ultima trovata è infatti un water in oro massiccio a 18 carati che ha già scatenato le reazioni più controverse: c’è chi grida allo scandalo e chi ne esalta il genio assoluto.

Breve storia di arte ed escrementi

La storia dell’arte è ricca di artisti che hanno giocato e ragionato sui bisogni impellenti e primordiali dell’essere umano.

Ti faccio qui un breve elenco dei più famosi, ma la lista potrebbe allungarsi parecchio:

“Orinatoio” di Marcel Duchamp

L'Orinatoio di Marcel DuchampCon chi iniziare se non da colui che è all’origine di tutto questo, Marcel Duchamp, il padre dell’arte contemporanea. E come inizio non è proprio niente male se già nel 1917 il nostro Marcello, quando decise di inviare uno dei suoi ready-made alla mostra organizzata dalla Società per gli artisti indipendenti, pensò proprio ad un oggetto utile per espletare le corporee funzioni umane.

La storia è lunga e complessa e se sei interessato puoi leggere l’articolo “Tutta colpa di Marcel Duchamp”. In verità lui comunque non fu il primo e l’associazione fra arte e bisogni umani è molto più vecchia, risale a qualche secolo prima, anche se meno conosciuta e di diversa tipologia.

Rosalba Carriera e i pigmenti di pipì

Come ci racconta Stilearte, la raffinatissima artista Rosalba Carriera utilizzava l’urina di bambini e adulti per preparare specifiche tonalità e dare determinate caratteristiche ai suoi colori. Non creava l’opera direttamente con i rifiuti del corpo umano ma ne sfruttava piuttosto le proprietà chimiche e le loro capacità di trasformazione degli elementi.

Beh ricordiamoci che stiamo parlando dei primi anni del ‘700, forse era un po’ presto per pensare di imbrattare le tele con escrementi umani, comunque è sempre un primo passo.

“Merda d’artista” di Piero Manzoni

Ormai celebri quanto il famoso Orinatoio, le 90 scatolette di Merda d’artista di Piero Manzoni ne rappresentano il naturale proseguimento. Anche in questo caso la storia è ormai nota, la potete leggere nell’articolo Piero Manzoni: merda che artista!Piramide di barattoli di Merda d'artista di Piero Manzoni.

Qui mi basta ricordare che l’artista nel 1961 le mise in vendita al prezzo corrente dell’oro, associando l’idea massima di disvalore (le feci) con l’idea massima di valore (l’oro). Anni dopo il mercato ha avvalorato questa tesi, inizialmente solo teorica, portando il valore di questa scatolette, tra l’altro solo ipoteticamente piene di escrementi, a un livello di gran lunga maggiore di quello del metallo prezioso.

“Piss Painting” di Andy Warhol

Andy Warhol: "Piss painting"Non sono sicuramente le opere più famose di Andy Warhol, ma sono sempre lavori di uno degli artisti più geniali del dopoguerra. Nel 1978 l’artista americano realizzò dipinti stendendo a terra la tela e passandoci sopra strati di vernice fresca al rame.

Dopodiché lui, i suoi collaboratori e gli amici della Factory si mettevano in fila e vi ornavano sopra. Per la serie “Chi non piscia in compagnia…

Un po’ come Rosalba Carriera, ciò che creava l’opera era la reazione dell’urina con la vernice: i colori si ossidavano e tante tinte arancioni e verdi emergevano dallo sfondo.

“The Holy Virgin Mary” di Chris Ofili

The Holy Virgin Mary è un quadro sacro, alto circa 2 metri e mezzo e largo poco meno di due metri, che rappresenta la Vergine Maria. Se ci si fermasse a guardare semplicemente il soggetto, nulla di strano, trito"The Holy Virgin Mary" di Chris Ofili e ritrito nella storia dell’arte.

Il problema, e anche ciò che rese questo dipinto così celebre, è il modo in cui fu realizzato: tecniche miste che spaziano dalla tradizionale pittura a olio, all’utilizzo di brillantini, resine e collage di immagini pornografiche.

Il particolare che interessa a noi è il seno nudo della Madonna, creato con un grumo di vernice e sterco di elefante. Il dipinto oggi vale milioni ma nel 1997 in molti si offesero e forse la merda di elefante ne fu solamente l’ultima causa.

“Milo’s Venus, copy made with escrement” di Zhu Cheng

“Milo’s Venus, copy made with escrement” di Shu ChengZhu Cheng è un altro artista che si diverte a giocare con gli escrementi degli animali, questa volta di panda. Facendosi aiutare da nove dei suoi studenti d’arte, ne ha raccolti una bella quantità e ha creato una replica della Venere di Milo.

Per via del forte e cattivo odore, l’opera è stata chiusa in una scatola trasparente che trattiene il fastidioso lezzo, ma questo non ha impedito a un collezionista svizzero di acquistarla per la modica cifra di 45.113$.

“Cloaca” di Wim Delvoye

Delvoye è l’artista che forse si è spinto più in là di tutti su questo tema. Ha creato ed esposto un macchinario lungo qualche metro che riproduce all’incirca le funzioni del nostro stomaco, con relativa “Cloaca” di Wim Delvoyeespulsione degli scarti.

In pratica a un’estremità viene inserito del cibo e, dopo una complessa sequenza di elaborazioni meccaniche e chimiche simili quelle del processo digestivo dell’essere umano, ne esce dall’altra uno scarto. Il prodotto finale, che viene infilato in buste trasparenti e poi venduto a prezzi esorbitanti, non è nient’altro e a tutti gli effetti che merda.

Maurizio Cattelan, oro, gabinetto e carta igienica

Tornando al water d’oro di Maurizio Cattelan verrebbe quindi da pensare “niente di nuovo all’orizzonte”, la solita boutade o provocazione ma, infondo, c’è già stato anche di peggio di cui scandalizzarsi.

Maurizio CattelanUn sanitario è già stato esposto, Cattelan non ha fatto altro che creare qualcosa della stessa famiglia ma con un materiale prezioso come l’oro. Un’idea sicuramente un po’ kitsch, alla Damien Hirst.

Qualcosa di originale però si può trovare e non deve sembrare strano, stiamo comunque parlando di Cattelan, uno fra gli artisti contemporanei, se non più importanti, di certo più famosi al mondo.

A differenza di Manzoni per esempio, l’associazione fra l’idea di disvalore (il cesso) e l’idea massima di valore (l’oro), questa volta è realizzata in modo pratico, non solo teorico: il gabinetto è oro puro al 100%. In una società prettamente materialista non bastano più le idee, ciò che conta è l’oro vero.

In secondo luogo l’opera non verrà mai esposta al centro di una grande sala espositiva, sotto luci e riflettori, ma direttamente in una toilette, quella del Guggenheim Museum di New York, lo stesso museo che con la retrospettiva “All” aveva celebrato l’addio alle scene di Cattelan, il quale ha dichiarato: “Si potrà andare in bagno solo per vederla ma diventerà un’opera d’arte solo quando qualcuno sarà seduto su di essa, rispondendo ad un bisogno fisiologico.

Insomma l’opera d’arte che diventa performance interagendo con il pubblico.

Il water d’oro: significato e contemporaneità

A chi ha visto nell’opera una riflessione sulle diseguaglianze economiche, Cattelan risponde che “non è compito mio spiegare al pubblico cosa significhi l’opera, ma sono convinto che chi la guarda possa trovarci un senso“.

Negli Usa in molti hanno letto un effetto allusivo dell’opera al rinomato amore che il candidato alla presidenza Donald Trump ha per i sanitari d’oro (stessa mania del fu Saddam Hussein, una delle tante analogie tra i due d’altronde): ancora una volta il nostro Maurizio si dimostra attuale e contemporaneo per eccellenza.

Se viviamo in una società in cui personaggi che hanno il compito di guidarla (o che potrebbe farlo in futuro) hanno queste strambe manie, perché l’arte non dovrebbe rifletterci sopra? È un’opera che rispecchia il lato superfluo e assurdo del mondo in cui stiamo vivendo e il water è anche un oggetto che, a detta di molti,Installazione delle artiste Goldschmied & Chiari al Museion di Bolzano stimola il pensiero.

È arte o non è arte? Genialità o paraculata?

I soliti dubbi che nascono davanti a un’opera d’arte contemporanea. Proprio di questi giorni è la notizia che l’installazione delle artiste Goldschmied & Chiari del Museion di Bolzano è stata scambiata per immondizia dalle addette delle pulizie e finito nella raccolta differenziata.

Solo il tempo potrà risolvere i nostri dubbi, intanto una cosa è certa: su quel water appoggeranno i loro glutei folle di amanti e meno dell’arte, anche solo per il futile piacere di scattarsi un selfie mentre espletano i loro bisogni in un museo.

Tu cosa pensi, è arte o non è arte? Lascia la tua opinione qui sotto.

 

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